Storia e Evoluzione della Danza del Ventre
La Danza esiste fin dagli albori del tempo ed è considerata una delle arti più antiche. In Epoca preistorica l’uomo utilizzava la danza come rito di adorazione degli astri e come strumento per scacciare gli spiriti maligni.
ISIDE
Nell’Antico Egitto, nelle cerimonie in onore di Iside, Dea Madre, si eseguivano danze che rendevano omaggio all’origine della vita mediante movimenti e ondulazioni del ventre. Aveva così inizio l’arte sacra della Danza di Iside con la venerazione della Dea come ventre e origine della vita in tutte le sue manifestazioni.
Iside è la dea della luna, della bellezza, della magia e del mistero. Grazie ai suoi poteri è in grado di trasformarsi in una rondine che vola nel cielo usando le sue ali per sorvegliare e proteggere la terra e i suoi figli. Il suo corpo emana un profumo delizioso e affascina chiunque con la sua indole gentile e delicata; è il simbolo della sposa fedele e amorevole. Intelligente ed esperta, Iside è anche molto determinata nel raggiungere i suoi scopi, ottenendo tutto quel che desidera. Concede fertilità, femminilità e bellezza a tutte le donne che danzano in suo onore.
DONNE EGIZIE
Le donne egizie, nobili o contadine che fossero, avevo una posizione di di privilegio nella società. Senza eccezioni apprendevano i segreti delle cerimonie, i canti e le danze che venivano eseguite in onore delle divinità. La cultura egizia era principalmente matriarcale dato che considerava la donna come una dea, in quanto capace di generare la vita. Il corpo di una danzatrice è quindi considerato sacro e non può essere toccato. Gli insegnamenti della danza di Iside vennero tramandati di generazione in generazione fino alla caduta dell’Impero Egizio, quando la danza perse i suoi contenuti originari e subì l’influenza di altri popoli.
Quando invasero l’Egitto (all’incirca nel 680 d.C.) gli arabi rimasero affascinati dalla danza di Iside e ne assorbirono i costumi aggiungendo un ritmo accelerato e un clima festoso caratteristici delle loro danze. Successivamente la danza perse il suo carattere sacro e venne praticata a livello popolare durante nozze, banchetti e feste. E’ in questo contesto che la danza assume una connotazione folcloristica e si diffonde in tutto l’oriente. Tra le danza folcloristiche più famose troviamo il Saidi, il kahliji e il Balady.
L’Egitto è uno dei luoghi fondamentali per la trasmissione e la divulgazione in occidente della Danza del Ventre, scoperta alla fine del XVIII secolo con la spedizione di Napoleone Bonaparte; è dai resoconti dei viaggiatori che si hanno le prime informazioni riguardo alle principali figure di artiste presenti in quel periodo come le Awalim.
AWALIM
Le Awalim, raffinate ed istruite erano professioniste nella musica, nel canto e nella danza, si esibivano all’interno delle abitazioni degli alti ranghi sociali, prevalentemente in presenza di un pubblico femminile. I viaggiatori europei iniziarono a fantasticare sulle figure di queste danzatrici di cui sentivano parlare ma che non potevano vedere poiché si esibivano all’interno di spazi privati. Nasce così in Europa l’immagine misteriosa e seducente di un oriente a propria immagine e somiglianza che culmina nello stereotipo della Danza del Ventre.
Per soddisfare la richiesta di spettacoli da parte di turisti e colonizzatori sorsero al Cairo numerosi Cabaret che riproducevano l’atmosfera degli harem. Qui nasce lo stile Raqs Sharqui che aggiunge nuovi elementi alla danza e la trasforma in un vero e proprio spettacolo. Anche l’abbigliamento della danzatrice è stato modificato, ridotto e arricchito con monili. Questo costume creato dagli europei è stato sostituito all’abbigliamento tradizionale egiziano. La danza venne quindi modellata in base all’esigenza degli spettatori e si introdusse l’uso della coreografia, mentre in precedenza l’esibizione era basata sull’improvvisazione. I musicisti iniziarono a creare ritmi che comprendessero sonorità da tutto il mondo.
GHAWAZEE
Un’altra tra le principali figure di danzatrici dell’epoca erano le Ghawazee, zingare nomadi che danzavano per strada con altri artisti appartenenti alle loro tribù, si esibivano a volto scoperto e anche davanti a un pubblico maschile. infatti, è probabile che le testimonianze dei viaggiatori del tempo si riferiscano a loro. Le loro danze mescolavano tradizioni tribali proprie e altre prese in prestito dalle danze dei paesi dove via via si insediavano, dando vita a nuove tradizioni. I soldati francesi ebbero modo di assistere alle performances delle Ghawazee, che crearono scompiglio tra le truppe, tanto che, i generali francesi decapitarono e gettarono nel fiume 400 danzatrici.
nel 1834 il governatore dell’Egitto emanò un editto con il quale bandì le danzatrici dal cairo. questo avvenimento peggiorò le condizioni delle danzatrici e furono i danzatori uomini a trarre vantaggio da questa situazione. essi si spostarono dalla Turchia, dove erano stati banditi, in Egitto dove godettero di un discreto successo. Nel 1850 il bando decadde e molte danzatrici si riversarono al Cairo.
TRIBAL BELLY DANCE
Sorprendentemente l’occidente, che ha prodotto i miti orientalisti che hanno dato vita alla belly dance cabarettista, sta gradualmente rivolgendo la sua attenzione verso il patrimonio artistico tradizionale dei paesi arabi. negli Stati uniti diverse ballerine iniziarono a studiare queste danze.
Jamila Salimpour, danzatrice statunitense di origini italiane, pone le basi per l’odierno stile di Tribal Belly Dance con la sua compagnia Bal Anat. Jamila attinge dalle tradizioni folcloristiche di diverse zone del Medio Oriente e del nord Africa dando vita a uno spettacolo di danza che rappresenta un sentimento tribale di complicità e sorellanza. Ciò che caratterizza la danza della Bal Anat è una forte componente tribale presentata non solo attraverso i costumi e il trucco ma attraverso la struttura stessa della compagnia. Un gruppo compatto in cerchio o semicerchio, da cui di volta in volta si distaccano le soliste o piccoli gruppi per guidare l’improvvisazione. Le danzatrici suonano i cimbali, strumento musicale costituito da coppie di piccoli dischetti in ottone che, in antichità, venivano usati per ballare e pulire l’aria dalle negatività.
Se Jamila Salimpour è tra le prime a sviluppare e codificare il repertorio di movimenti nella danza orientale legato allo stile tribal saranno poi Caroleena Nericcio e Paulette Rees Denis che daranno vita all’ATS, American Tribal Style e alla prima delle varie codifiche della Tribal Belly Dance. C’è un ritorno alle origini, la danzatrice di Tribal Belly Dance come la Ghawazee danza per sé stessa, per il proprio divertimento e per condividere tutto questo con le compagne. La Tribal Belly Dance è un inno alla coralità, alla condivisione e non conosce competizione o individualismo.
All’interno di questo mondo anche la danza con la spada ha conosciuto nuova interpretazione. Viene tradizionalmente fatta risalire a periodi storici antichi. Si racconta che negli harem, danzatrici impavide osassero sfilare ai guardiani quest’arma per dimostrare come un oggetto di forza e distruzione potesse essere maneggiato con grazia sublime. L’aspetto di mettere in equilibrio la sciabola sulla testa traduceva un messaggio molto forte in cui la danzatrice voleva comunicare al suo padrone che poteva detenere l’uso del suo corpo, ma non della sua anima.
FUSION BELLY DANCE
Se Jamila Salimpour ha gettato le basi per la Tribal Belly Dance, sua figlia, Suhaila ha creato la tecnica che sarà alla base della disciplina di Rachel Brice, una delle più famose ballerine nel mondo della Tribal, definirà per prima Tribal Fusion.
La Tecnica Fusion è l’innovativo metodo di studio creato da Suhaila insieme al marito, medico ed ex atleta di arti marziali, con alla base la consapevolezza, l’isolamento muscolare e il rispetto del proprio corpo. Ogni movimento della Danza del Ventre viene ricodificato per essere prodotto da una contrazione muscolare anziché da un movimento articolare.
Suhaila era nel luogo dove nasce la street dance con i Popping, i Locking, la Break Dance e tutto ciò che caratterizza l’isolamento muscolare, in un momento di evoluzione e fusione della storia della Danza. Avviene quindi l’incontro tra le Danze Orientali e quelle occidentali come la Danza Classica, Contemporanea, Urban, Moderna, Jazz, Hip Hop e Break Dance. Sull’onda del successo della Tribal Belly Dance sono dunque nati nuovi stili e canoni: la Tribal Fusion e le sue diramazioni Indian Fusion, Gothic Belly Dance, Urban Tribal, Contemporary Fusion e tante altre.
La Tecnica Fusion apre una nuova visione della danza, libera dai vincoli e dalle stilizzazioni comunemente conosciute, continuamente aperta alla sperimentazione e alla ricerca di nuove contaminazioni che possano offrire una più libera espressività, ma che alla base ha comunque la matrice serpentina della Danza Orientale. Non vi è alcun limite ne alla ricerca del movimento ne nell’espressione artistica.
Suhaila si rende conto che con i movimenti della Danza del Ventre non è possibile riprodurre con il corpo ogni suono e ritmo. La tecnica Fusion rende possibile seguire ogni suono, mantenendo tempi differenti con le diverse parti del corpo che diventa come uno strumento musicale da accordare pian piano con l’esperienza e con la pratica. La danzatrice diventa la musicista di sé stessa avvicinandosi maggiormente al mondo della musica e rendendo ogni combo e layering possibile. Per aumentare la flessibilità e la consapevolezza corporea molte danzatrici abbinarono anche la pratica dello Yoga.
La Tecnica Fusion ti porta ad un lavoro introspettivo notevole, ogni contrazione è una ricerca, ogni layering una nuova sfida. Ti porta in un viaggio di ricerca su te stessa e sul tuo corpo, alla comprensione dei tuoi limiti e ti da le basi per poter essere in grado di superarle.
DANZARE
La danza è la Madre delle Arti, è creatività, magia e suggestione. Fermare la creatività significa fermare l’emozione e la comunicazione, non devono esserci limiti nello sperimentare uno stile di Danza. Quando si parla di Danza tutti i confini e chiusure mentali che l’uomo ha costruito si annullano: dalla Danza del Ventre alla Tribal Fusion, dal Balletto Classico alla Danza contemporanea, dalla Danza Moderna all’Hip hop.
La Danza è un espressione dei sentimenti, delle emozioni e dei pensieri attraverso il corpo. L’anima, desiderosa di manifestarsi usa il corpo che, con il tempo, diventa più leggero e flessibile ed esprime le proprie ansie.
Ballare significa confrontarsi con sé stessi, è l’Arte dell’Onestà. Si è completamente allo scoperto quando si balla. La propria salute fisica è allo scoperto, la propria autostima è allo scoperto. La propria salute psichica è allo scoperto, è impossibile ballare senza essere sé stessi. Quando si balla si dice la verità. Se si mente, ci si fa male.
L’arte è fondamentale per l’espressione umana. Il bambino prima di parlare canta, prima di scrivere disegna e prima di stare in piedi Danza.
Tutti possono danzare e hanno il diritto di farlo.
Siamo matti che si balli o non, così… tanto vale ballare.